Quando, nel 2009, l’on. Bersani si candidò alla guida del PD, presentò una mozione intitolata “Per il PD e per l’Italia”.
La pubblicò in internet e chiese il contributo degli iscritti.
Io mi permisi di inviargli alcune personali osservazioni di cui lui non tenne alcun conto anche perché, visto come vengono gestiti i siti internet del partito, ritengo che nessuno abbia letto la mia nota.
Peccato.
In essa erano indicate molte delle mancanze che ci hanno portato oggi alla candidatura Marini come Presidente della Repubblica.
A questo punto tutto va ripensato.
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Egr. On. Bersani,
ho avuto modo di leggere il documento “Per il PD e per l’Italia” che lei ha pubblicato in internet e mi permetto di indirizzarle queste poche note che rappresentano il contributo di un democratico rivoluzionario.
Sono un ingegnere e penso che la logica sia la cosa più rivoluzionaria che esista in questo paese dove tutto risponde a meccanismi che hanno, come elemento di aggregazione, la totale mancanza di logica.
Tento di riassumere, per punti, quello che manca nella sua bozza di relazione.
1. Mancano le palle
Ha mai sentito la frase “quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare”?
Oggi, con Berlusconi, si gioca al football americano. Presentarsi in campo in pantaloncini bianchi e con la racchetta da tennis sarà indice di raffinata eleganza ma serve solo a farsi prendere a pernacchie.
Lo ha capito Di Pietro ed anche se conduce la sua partita con rozza cafonaggine, porta a casa risultati e, giustamente, ci deride ogni giorno.
Quindi la prima cosa da fare è convincere l’elettore che abbiamo le palle.
Non è facile. Veniamo da anni di campagne sbagliate, di buonismi serviti a tutte le ore dai vari soloni dell’estrema sinistra (si vedano le guerre contro Cofferati a Bologna), di no su tutto degli ecologisti, di assoluta incapacità anche solo ad affermare l’esistenza di regole che vadano rispettate.
Non facciamoci illusioni. Nessun governo di sinistra sarebbe stato capace di risolvere il problema dell’immondizia di Napoli.
Allora dobbiamo trovare il modo di convincere gli elettori che siamo capaci di prendere delle decisioni e che siamo capaci di imporne il rispetto.
2. Manca la sicurezza
Sono siciliano e sono tornato da poco a Palermo dopo aver vissuto per alcuni anni nel Veneto.
Nelle città periferiche del nord, piene di villette unifamiliari, oggi si vive come nel far west.
Al calar della sera le persone si barricano nelle loro case e pensano ad una cosa sola: a chi toccherà questa notte?
Perché ogni notte tocca a qualcuno e la cronaca del giorno dopo ci dirà chi.
Allora serve una posizione chiara, seria, pratica per migliorare la sicurezza delle persone.
O si comincia da qui oppure non venitemi a raccontare di fare politica perché non è vero.
Oggi non si può andare in giro a raccontare alla gente il solito “vogliamoci bene” perchè vi cacciano a calci in culo.
Cominciamo quindi ad occuparci della sicurezza delle persone. Se non ci piacciono le ronde inventiamoci gli angeli custodi (un minimo di clericalismo non guasta), ma inventiamoci qualcosa.
Senza una posizione seria su questo argomento è meglio andare a pescare. E deve essere una posizione sbandierata in prima pagina, non nascosta in terza di copertina, perché è il solo modo che abbiamo per far si che le persone si fermino ad ascoltarci.
3. Manca la legge
Oggi viviamo in una società in cui molti meccanismi sono lasciati alla buona volontà delle persone perché nel passato non abbiamo ritenuto di occuparcene in quanto una certa correttezza ottocentesca ci faceva ritenere che le regole fondamentali della nostra democrazia sarebbero state rispettate senza neppure bisogno di essere enunciate.
Oggi, come lei ha giustamente notato, c’è una crisi di legalità che parte dall’alto.
Oggi si riunisce il Consiglio dei Ministri e fa finta di approvare un decreto legge che non esiste, o che è poco più che un elenco di buone intenzioni. Nei giorni successivi, chissà chi, scrive poi un testo che viene presentato in Parlamento come decreto approvato dal Governo. Su questo testo il Governo chiede il voto di fiducia e tutta l’impalcatura della nostra finta democrazia è servita.
Dobbiamo ripristinare la legge.
Dobbiamo studiare in che modo Berlusconi ha sistematicamente svuotato di significato le nostre istituzioni democratiche, il nostro processo penale, le regole della nostra economia, la stessa modalità di costituzione della nostra rappresentanza politica e dobbiamo costruire un sistema di leggi che parta dal presupposto che i lestofanti stanno fuori dalle galere e non dentro.
Senza questo non si può andare avanti.
4. Mancano le regole
Oggi esistono leggi che danno vantaggi fiscali nei primi tre anni di costituzione di una società.
Esistono anche leggi che, per salvaguardare lavoratori che guadagnano meno di un tetto prefissato, prevedono la contribuzione previdenziale a carico dello stato o delle regioni.
Il risultato, lo dico per esperienza diretta, è che tutte le società che hanno in appalto esterno la pulizia degli uffici utilizzano lavoratori ai quali fanno fare un numero ridotto di ore per rientrare in quella normativa, in modo da non pagare contributi previdenziali. Poi chiudono la società ogni tre anni e ne costituiscono una nuova in modo da rendere permanente il vantaggio fiscale.
Queste società hanno sconfitto tutte le società che operavano con lavoratori assunti a tempo indeterminato ed ormai questo mercato è gestito interamente in questo modo.
Io arrivo in ufficio ogni mattina e vedo questi novelli schiavi che mi puliscono la scrivania la mattina e mi svuotano il cestino della carta la sera. Sono ovviamente due schiavi diversi perché, se fosse lo stesso schiavo, supererebbe il reddito minimo ed il padrone dovrebbe pagare di tasca sua i contributi. Ovviamente non può neppure fare un secondo lavoro legittimo perché se cumulasse i due redditi uscirebbe dalla normativa e verrebbe licenziato.
Chi ha costruito questi meccanismi perversi che hanno reso legale la schiavitù nel nostro paese?
Dobbiamo assicurare a tutti la ricostituzione di un sistema di regole che impedisca questi orrori e ridia dignità ai nostri lavoratori.
5. Manca la speranza
Se esiste un mondo migliore noi dobbiamo prometterlo alla gente. Dobbiamo dargli la speranza che sia possibile una Italia nuova, diversa. Dove non si sposta il G8 in Abruzzo per fare impietosire Michelle Obama in modo che suo marito ci dia qualche soldo per rimettere in piedi quattro case.
Sono stufo di sentire dire che i tedeschi sono tedeschi e noi italiani.
Voglio una Italia che funzioni. Magari anche una Italia in cui i treni (e gli aerei) arrivino in orario senza bisogno di doversi mettere la camicia nera. Perché essere democratici non significa essere sbracati.
Mi consenta On. di essere brutale.
Al Pd ed all’Italia serve un leader.
Le idee le possiamo comprare da Auchan e glielo dice uno che passa tutta la giornata ad una scrivania a produrre idee.
Io le chiamo spremute di cervello e rendono bene ma se trovassimo un leader sarebbe meglio.
Cordiali saluti.