Oggi é di grande attualità il problema della costituzione delle Commissioni Parlamentari.
IlGrulloSparlante ha un problema non secondario e le reclama evocando colpi di Stato.
La sua strategia lo ha messo all'angolo e, fino a questo momento, i suoi in Parlamento non ne hanno fatta una giusta. I sondaggi poi dicono che il trenta per cento di quelli che lo hanno votato sono delusi e non lo rivoterebbero pur non avendo intenzione, nella stragrande maggioranza, di rivolgersi ad altri partiti.
In conclusione #IlGrulloSparlante ha bisogno di un successo a breve, perché non tira una buona aria. Non avendo grandi obiettivi da perseguire ed essendo fuori dai giochi per l'elezione del Presidente della Repubblica, vuole riuscire a fare campagna elettorale con la presentazione e discussione nelle Commissioni di alcuni progetti di legge sui temi a lui più cari.
Se dovesse iniziare la discussione in Commissione di disegni di legge tipo la riduzione dei parlamentari o del finanziamento pubblico dei partiti, potrebbe mettersi una qualche medagli al petto.
Si badi bene, si tratta solo di un obiettivo propagandistico, perché é ovvio che, data la situazione dei rapporti con gli altri partiti, nessuno consentirebbe ai Grullini di fare passare una loro proposta.
Quindi COMMISSIONI SUBITO!
Questo obiettivo é talmente importante da far si che #IlGrulloSparlante si metta a parlare di colpo di Stato.
Sotto molti aspetti non ha torto anche se porsi solo oggi il problema degli eventuali pericoli che corre la nostra democrazia mi sembra un pensiero tardivo nel momento in cui la democrazia che abbiamo vissuto negli anni della prima repubblica non esiste piú.
Il problema é semmai quello di capire se il tipo di democrazia che abbiamo oggi ci soddisfa e se possiamo ancora chiamarla democrazia.
In effetti la nostra Costituzione disegna una democrazia parlamentare che é stata completamente mortificata dall'avvento di un industriale che ha costituito una azienda del suo gruppo, travestita da partito politico, con cui ha praticamente occupato ed esautorato dalla loro funzione le nostre istituzioni parlamentari.
In questi anni la Camera ed il Senato sono stati dei simulacri vuoti in cui una serie di impiegati del suddetto signore ha fatto finta di rappresentare un popolo che non li aveva eletti ma aveva semplicemente votato per Silvio Beerlusconi.
Così questi signori non hanno rappresentato gli italiani ma solo Silvio Berlusconi e, da suoi fedeli delegati, hanno votato compatti secondo i voleri del padrone e senza porsi neppure il problema di quello che votavano.
Significa che abbiamo vissuto in un regime?
Significa certamente che la democrazia di oggi non é piú quella di ieri. Siamo in una forma di democrazia diversa in cui il potere é tutto nella mani del Governo senza praticamente nessun controllo.
Solo se si guarda alla nostra realtà in questa ottica si puó capire come sia stato possibile vedere approvate leggi che avebbero fatto inorridire qualsiasi politico della prima repubblica.
Non vi é nulla di male a cambiare le regole della democrazia anche se, probabilmente, sarebbe stato meglio farlo attraverso una riforma costituzionale e non svuotando di contenuto le istituzioni attuali.
Scrivevo queste cose il 25 aprile 2002 su La Repubblica.
Ovviamente, una volta aperta la strada, altri la hanno seguita. Sono così continuate a nascere aziende familiari, travestite da partiti politici, che hanno ulteriormente aggravato la situazione perché é ovvio che i padroni di questi partiti politici hanno condotto un tipo di arruolamento che non ha certo premiato la qualità ma solo la fedeltà dei chiamati e la loro omogenità agli interessi della casa.
Il Movimento 5 Stelle é solo l'ultimo esempio di questa nuova tendenza.
In questa situazione, se volessimo tornare alla democrazia di una volta, non basterebbe nominare le Commissioni Parlamentari, occorrerebbe realizzare una riforma della rappresentanza politica che cacciasse fuori dal Parlamento queste aziende familiari. Una moderna "cacciata dei mercanti dal Tempio" di biblica memoria.
Se volessimo tornare all'argomento del momento osserviamo come il funzionamento dei nostri organi costituzionali sia regolato dalle norme e dalla prassi. Le norme, nel caso dei due rami del Parlamento, sono rappresentate dalla Costituzione e dai rispettivi regolamenti mentre la prassi é la raccolta degli usi con cui le norme sono state poste in essere nella pratica parlamentare.
Le proteste de #IlGrulloSparlante e del suo GrulloCostituzionalista nascono dall'analisi codina delle norme e dalla evidenza del fatto che in esse nulla vi é di ostacolo alla nomina delle Commissioni anche in assenza di un Governo.
Non siamo pregiudizialmente contrari all'idea della supremazia della norma rispetto alla prassi, ci aspetteremmo peró che i nostri due eroi mantenessero nel tempo questa loro idea.
Intendiamo riferirci alla nostra idea di rispettare le norme, e non la prassi, nel NON attribuire in alcun caso all'M5S la presidenza delle commissioni di garanzia, leggi commissione sui servizi segreti e sulla vigilanza RAI.
L'attribuzione di queste presidenze all'M5S dipenderebbe infatti dalla prassi ma, visto che #IlGrulloSparlante non fa altro che ricordarci la supremazia della Costituzione e dei Regolamenti Parlamentari, non vi é nulla in essi che indichi l'esigenza di assegnare all'M5S queste presidenze.
Nessun commento:
Posta un commento