sabato 6 aprile 2013

Pace

Cantiamo la grandezza del Creato
e tessiamo le lodi del suo artefice.
Cantiamo TUTTI insieme,
perrché se unico é il Creato
unico é colui che l'ha creato.

Non sono religioso e forse, prorpio per questo, non riesco a capire il senso di tante divisioni fra coloro che credono nella esistenza di un Dio.
Ho scritto questa poesia proprio per chiamarli a sentirsi uniti. Se un Dio esiste, ed ha creato l'universo in cui viviamo, non può che essere uno soltanto anche se ciascuno di loro lo chiama in un modo diverso.
In questo senso chi offende il Dio dell'altro non fa che offendere il proprio Dio.

Oggi é questa l'unica riflessione che mi viene.
La tragedia di Ancona, con quelle vittime anziane ed indifese, artefici consapevoli del proprio destino, mi richiama alla esigenza di una pace che non riusciamo a vivere né a livello globale né a livello nazionale.

E' appena il caso di richiamare una delle mie poesie del ciclo politico che, sotto aspetti piú laici, esprime lo stesso concetto:

Siamo diversi

Troviamo il modo di vivere insieme
anche se siamo diversi.
Sttabiliamo le regole della nostra convivienza
e restiamo diversi
senza che nessuno si senta migliore.

Essere diversi é una cosa del tutto normale. Sarebbe strano il contrario e cioé che fossimo tutti eguali come il prodotto di una clonazione.
Dobbiamo peró trovare le regole affinché le nostre diversità si possano manifestare in un contesto di rispetto recicproco.
I nostri padri costituenti pensarono di disegnare questo contesto scrivendo la nostra Costituzione ma molti oggi ne mettono in discussione il rispetto.
I guai cominciano sempre quando qualcuno si sente superiore agli altri.

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