L’M5S è il vero grande sconfitto di questa tornata di elezioni amministrative e l’analisi del voto fatta dal Grullo Sparlante, con la divisione del paese in Italia A (brutta e cattiva perchè vota PD/PDL) ed Italia B (buona e progressista perché vota per lui), è talmente farlocca da esprimere, in tutta la sua evidenza, l’inconsistenza culturale di questo movimento e del suo leader.
Lo avevo già detto in occasione della vittoria della Serracchiani nelle elezioni regionali del Friuli-Venezia Giulia, dove l’M5S era stato il primo partito alle elezioni politiche, e lo ripeto anche adesso.
Per un movimento come l’M5S le elezioni politiche sono una cosa a parte perché in quelle elezioni le puoi sparare grosse quanto vuoi tanto qualche anima buona che crede a tutto e poi si va a mettere in coda alle Poste per farsi rimborsare l’IMU, la trovi sempre.
Alle elezioni politiche gli elettori votano il leader ed il suo programma, non lo sanno neppure chi poi finisce effettivamente in Parlamento. In questo senso la rappresentanza politica dell’M5S non è molto diversa da quella del PD o del PDL.
Le elezioni amministrative sono tutto un altro discorso. Lì le elezioni sono molto più personalizzate. Non stai votando un programma, stai votando una persona e non è facile presentare come sindaco di Roma un giovane avvocato che è stato scelto nelle primarie con 533 voti.
Uno così bisogna avere qualche grave turba mentale per votarlo a futuro sindaco di Roma. Ti scappa da ridere anche solo a pensarla una cosa di questo genere.
Lo stesso si può dire per tutti gli illustri sconosciuti che Il Grullo Sparlante ha candidato in giro per l’Italia ammettendo lui stesso di non conoscere i candidati dell’M5S.
Il Grullo Sparlante dovrebbe quindi pensare di più al fatto che è il metodo stesso di selezione dei candidati che lo esclude a priori da qualunque capacità competitiva nelle elezioni amministrative.
Fantasticare su Italia A ed Italia B serve solo ad indorare la pillola.
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