domenica 14 aprile 2013

Lo scandalo IRI

Con l'apparizione del nome di Romano Prodi fra i candidati dell'M5S sono tornati a farsi sentire quegli imbecilli che parlano da sempre della SVENDITA dell'IRI.
Si tratta di imbecilli di ritorno dato che la generazione precedente era stata zittita dai calcoli finanziari puntuali fatti a suo tempo dal prof. Spaventa, ex presidente della CONSOB, che di queste cose se ne intendeva.
Questa leggenda metropolitana della svendita dell'IRI nasce dal fatto che gli imbecilli, dato il loro limitato quoziente intellettivo, confrontano il prezzo di vendita che aveva concordato Prodi per vendere l'intero comparto alimentare, con quanto venne poi incassato vendendo ad una ad una le singole aziende.
E' un confronto sensato?
NO! E' un confronto da imbecilli.
Il prof. Spaventa lo dimostró in modo egregio indicando i quattro errori fondamentali contenuti in un confronto simile.
ERRORE 1: stabilito che non si era potuto vendere le aziende in blocco fu necessario rimetterle in grado di continuare a produrre. Per ognuna di queste aziende fu definito il nuovo management e fu deliberato un aumento di capitale che gli consentisse di andare avanti.
Chi fa il confronto toglie da quanto incassato tutti gli aumenti di capitale versati alle singole aziende?
NO, altrimenti non sarebbero degli imbecilli.

ERRORE 2: nel prezzo incassato é compreso il valore delle merci in magazzino e delle materie prime in deposito.
Chi fa il confronto toglie da quanto incassato il valore di merci lavorate e materie prime?
NO, altrimenti non sarebbero degli imbecilli.

ERRORE 3: ho tenuto questo errore ed il successivo per ultimi perché essendo stato il capocentro di una banca é quello che mi salta piú all'occhio.
Dopo lo stop alla vendita in blocco prevista da Prodi le singole aziende vennero risanate e vendute una ad una OTTO ANNI dopo. Ripeto OTTO ANNI dopo.
Chi fa il confronto tiene conto degli interessi maturati in OTTO anni?
NO, altrimenti non sarebbero degli imbecilli.
Tenuto conto del fatto che la cifra incassata era destinata a ridurre il debito dello Stato il prof. Spaventa quantificó gli interessi sulla base del tasso medio dei BOT dei singoli anni.

ERRORE 4: é lo stesso del precedente relativamente agli importi degli aumenti di capitale versati.
Chi fa il confronto tiene conto di questi ulteriori interessi maturati?
NO, altrimenti non sarebbero degli imbecilli.

Alla fine dei conteggi il prof. Spaventa arrivó alla conclusione che fra le due situazioni vi era una differenza di 1,5 miliardi di lire. Nulla tenendo conto delle cifre in gioco e, lo ammetto, non mi ricordo a favore di quale ipotesi.
Questo significa allora che non vi fu nessuno scandalo IRI.
NOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!
Lo scandalo IRI ci fu e fu enorme solo che gli imbecilli sono troppo imbecilli per capire le strategie industriali.
Romano Prodi voleva vendere tutte le aziende insieme perché voleva che nascesse un forte polo italiano dell'alimentazione. Ricordo, per chi lo avesse dimenticato, che erano tutte aziende del comparto alimentare. Con la vendita di aziende singole, in alcuni casi a soggetti stranieri ed in altri casi a soggetti che poi hanno smantellato le aziende, non é mai nato un polo alimentare italiano.
Oggi noi mangiamo quello che viene stabilito a Parigi.
Questo é lo scandalo, voluto da Bettino Craxi per inimicizia verso il compratore e posto in atto, tramite false offerte, dal suo finanziatore Silvio Berlusconi.

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