venerdì 7 giugno 2013

Il bello addormentato

Udite! Udite! Silvio Berlusconi è stato condannato per la pubblicazione della telefonata di Fassino.

Sinceramente non mi interessa l’aspetto penale dato che sono più interessato alla politica ed alla osservazione dei fenomeni sociali.
Da questo punto di vista questo processo ha molto da dire.

In estrema sintesi si tratta della storia di un ladro che ruba qualcosa (la registrazione della telefonata) e tenta di rivenderla.
Nulla di particolare, né nel nostro paese né in tutto il resto del mondo.
L’ipotetico acquirente è quello che in gergo penale si chiama ricettatore.
Chi di noi non ha visto un serial poliziesco in cui l’investigatore di turno invita il collega a torchiare tutti i ricettatori della zona per avere notizie di un furto o di qualcosa del genere.
Quello che c’è di strano in questa storia è che il nostro ladro, in cerca di un ricettatore, non si dirige nei bassifondi e non va a trovare qualche noto lestofante.
Assolutamente no!
Il nostro ladro va in casa del Presidente del Consiglio in carica!
…zzo!

Questo Presidente del Consiglio lo riceve e quando si rende conto che quel ladro cerca di rifilargli qualcosa di rubato cosa fa?
Ha 40 agenti del servizio segreto a sua disposizione ed i carabinieri fuori della porta.
Voi, da bravi cittadini, penserete che lo faccia arrestare ancora prima che quello abbia il tempo di sedersi.
Invece no!
Organizza una riunione di famiglia chiamando il fratello, sedicente editore di un quotidiano.
A questo punto ascolta la telefonata contenuta nella intercettazione rubata?
NOOOOOOOOOOOOO!
Voi non avete capito niente!
A questo punto il Presidente del Consiglio SI ADDORMENTA e non riesce ad ascoltare la telefonata.
Non lo dico io. Lo dice lui al processo e lo rimarcano i suoi avvocati nella loro lunga arringa difensiva.
E, scandalo nello scandalo, i giudici di Milano non credono a questa verità lapalissiana e lo condannano.
Ma come è possibile che dei giudici non credano ad una verità così evidente? SONO PREVENUTI.
L’avv. Ghedini lo ha detto. Loro, come avvocati difensori, danno fastidio.

Ora che Ghedini e Longo, come avvocati difensori, diano fastidio non ho difficoltà a crederlo. Danno fastidio persino a me, figuriamoci ai giudici.
Io immagino che Silvio Berlusconi li paghi in natura. Una cassetta di mele per ciascuno dovrebbe essere più che sufficiente per una difesa di questo tipo.
Ma come si fa ad andare ad un processo e presentarsi con una simile ricostruzione dei fatti?
Silvio Berlusconi dice sempre che passa il fine settimana a parlare con i suoi avvocati. Per organizzare difese di questo genere?
Perché poi, OVVIAMENTE, il ladro, dinanzi al Presidente del Consiglio che si è addormentato, non è che lo sveglia o, più educatamente, aspetta che si svegli. Diciamo dodici ore, il minimo per il riposino ristoratore di un vecchietto rintronato.
No! Il ladro a questo punto se ne va e non fa più ascoltare la telefonata al Presidente del Consiglio, perché anche i ladri hanno una loro dignità da difendere.

Ma porca pupazza! Anche se questa dovesse essere la verità (la Santanchè né è certa e lei è donna di rispetto) inventati la prima cazzata che riesci a mettere insieme.
Qualsiasi cazzata ben costruita risulterebbe più credibile di questa verità da fedelissimi del nonnetto.
Inventati un complotto del Bilderberg, che per adesso va tanto di moda.
Inventati che il fu Emilio Fede si presentò, proprio in quel momento, portandoti a casa una fica imperiale dinanzi alla quale hai mandato a quel paese il ladro. L’Emilio è uno che testimonierebbe anche che sei alto e biondo ed una ragazzina pronta a fare la parte per 2.500 euro al mese la trovi ovunque, anche senza dovere andare in tangenziale.
Ne paga tante, una più o una meno.
Invece no! Il rispetto per la verità di Silvio Berlusconi e dei suo avvocati è talmente radicato che, se questa era la verità, questa andava rappresentata ai giudici.
CHE NON GLI HANNO CREDUTO!

A Milano non si può celebrare nessun processo davanti a questi giudici prevenuti.
Ditelo piano.
Non dobbiamo svegliare il bello addormentato.

Ora io, lo ripeto, non sono interessato all’aspetto penale.
Ma, anche se in Italia la politica può sembrare una farsa, non è possibile fare due parti in commedia.
Silvio Berlusconi deve decidere se vuole fare la parte dello statista che detta al governo la linea da tenere per piegare le resistenze della Germania oppure se vuole fare la parte del vecchio rincoglionito che si addormenta davanti ad un ospite che gli deve fare ascoltare una telefonata di tre minuti.
Se sceglie questa seconda opzione siamo disposti a concedergli una indulgenza plenaria per  tutti i suoi processi ma, dopo, si deve togliere dai coglioni.

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