venerdì 17 maggio 2013

L'Italia a 5 stelle

Prepariamoci.
Fra un po’ arriva l’Italia a 5 Stelle e non sarà una cosa da poco.
Quando si fecero le prime consultazioni per la formazione del Governo, il Movimento 5 Stelle chiese al Presidente della Repubblica di dare l’incarico a loro.
Quando i giornalisti fecero notare all'on. Lombardi che avevano chiesto l’incarico senza indicare l’ipotetico Presidente del Consiglio lei rispose che nella logica del loro movimento la persona che avrebbe ricoperto quella carica non era importante in quanto sarebbe stato anche lui un portavoce.
Questo perché nell’M5S comanda la rete.
Se quindi, alle prossime elezioni, l’M5S dovesse avere la maggioranza assoluta ci troveremmo questa straordinaria novità. Io ho già acceso un cero alla Madonna per scongiurare questa disgrazia ma, essendo un non credente, potrei non essere esaudito.
Lo ripeto, non sarebbe una cosa da poco.
Facciamo solo l’esempio di questo pirla (scusate, volevo dire portavoce) messo a fare il Presidente del Consiglio che si presenta ad una riunione a livello internazionale e qualcuno gli chieda che ore sono.
Lui, per poter rispondere, chiederebbe tempo e farebbe partire una votazione in rete.
Forse il giorno dopo sarebbe in grado di dare una risposta.
Questo però era un caso semplice. Proviamo a fare un esempio più complesso perché bisogna sempre prepararsi al peggio.
Ipotizziamo che a questo pirla (scusate, volevo dire portavoce) messo a fare il Presidente del Consiglio venga chiesto il parere dell’Italia sulla nuova regolamentazione del commercio internazionale secondo il progetto messo a punto dal WTO (World Trade Organization – Organizzazione Mondiale del Commercio).
Il nostro pirla (scusate, volevo dire portavoce) farebbe partire una votazione in rete spiegandoci per bene di cosa si tratta. Poi succede che qualcuno, dopo essersi letto qualche migliaio di pagine che spiegano quel progetto, abbia dei dubbi e chiede spiegazioni al pirla (scusate, volevo dire portavoce).
Per farla breve diciamo che in un paio di settimane ce ne usciamo.
Ovviamente, nel frattempo, noi che dobbiamo votare e non siamo preparati, ci siamo presi un consulente per farci spiegare meglio il problema, abbiamo organizzato incontri notturni con tutta la famiglia allargata per tentare di arrivare ad una conclusione, abbiamo consultato per ore i due milioni di documenti che la ricerca di Google ci ha trovato sull’argomento ed infine, per essere proprio certi, abbiamo chiesto un consiglio al portiere.
Con tutti questi impegni, e dovendo sempre essere pronti a votare su ogni questione che venga sottoposta al nostro pirla (scusate, volevo dire portavoce) messo a fare il Presidente del Consiglio, di andare a lavorare non se ne parla più.
Ma che importanza ha.
NOI DOBBIAMO GOVERNARE L’ITALIA.

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