Parliamoci chiaro.
Anche io sarei capace di vincere la
finale dei 100 metri piani alle Olimpiadi, a patto che mi
consentissero di correre da solo. Impiegherei forse 20 secondi per
arrivare al traguardo ma, visto che sarei solo, non sarebbe un
problema.
Ovviamente non mi dichiarerei subito
vincitore, perché l'imponderabile va sempre preso in considerazione.
La tensione di una gara così prestigiosa davanti al pubblico di
tutto il mondo mi potrebbe anche fare venire un infarto, facendomi
stramazzare al suolo in un finale tragico alla Dorando Pietri. Oppure
un fulmine mi potrebbe incenerire durante il percorso, ma entrambe
queste situazioni sono poco probabili.
E' un poco quello che è successo con
Matteo Renzi. Ha vinto la corsa a segretario del PD correndo da solo.
Ha detto fino all'ultimo che nulla era certo, ma sapeva che avrebbe
vinto.
La nomenclatura del PD, dinanzi alla
evidente incapacità a competere, aveva deciso di rifugiarsi in una
conclusione nobile: il suicidio collettivo.
Così ai votanti restava la scelta fra
votare per Matteo Renzi o votare per nessuno.
C'erano due nessuno.
Un nessuno vintage, Gianni Cuperlo,
l'ultimo dei Moikani ovvero l'ultimo segretario della FGCI
(Federazione Giovanile Comunista Italiana) fino al suo scioglimento,
che Massimo D'Alema aveva tenuto congelato all'interno della sua
fondazione Italianieuropei.
E c'era poi Pippo Civati, una starlette
che ha approfittato della competizione per fare sapere a tutti della
sua esistenza. Per lui scongelerei la definizione che davo di Walter
Veltroni e cioè 'lo scemo del villaggio'.
Ve lo ricordate Walter Veltroni?
Divenne segretario del PD e con la sua politica fece cadere il
Governo Prodi perchè voleva andare alle elezioni da solo, vincerle,
ed inaugurare un monocolore PD. Finì per consegnare l'Italia a
Berlusconi per cinque anni.
Civati ne ripercorre la strada. Vuole
fare cadere il Governo Letta e vuole andare alle elezioni a marzo in
modo da ... riconsegnare l'Italia a cinque anni di Berlusconi. Pace
all'anima sua.
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