Io sono un darwiniano convinto. La selezione naturale della specie è l’unica legge che spiega l’evoluzione degli organismi viventi.
Se applico questo concetto alla vita politica arrivo alla conclusione che il primo tassello di una politica degna di questo nome è un giornalismo attento e professionale. E’ per questo che, quando assisto ad alcune trasmissioni televisive finisco per chiedermi a che gioco giochiamo.
Pochi giorno orsono, nel momento in cui si stava per consolidare il Governo delle larghe intese, una trasmissione televisiva intervistava un deputato del PD che spiegava come, per lui, un Governo di larghe intese dovesse prevedere la partecipazione dei tre principali partiti presenti in Parlamento. Come dire PD, PDL e M5S.
Ora, se la giornalista dinanzi a lui o il suo direttore presente in studio (Enrico Mentana), avessero chiesto a questo signore “Scusi, onorevole, che c…o sta dicendo?” forse, la prossima volta, costui avrebbe fatto in modo di esprimere concetti più decorosi.
Se invece i giornalisti fanno la parte di quelli che si bevono questa grande verità e gli chiedono maggiori dettagli costui, anche alla prossima intervista, continuerà a sparare cazzate.
Un giornalismo da operetta è il primo responsabile di una vita politica fatta da soggetti che dovrebbero essere cacciati via a calci.
Faccio alcuni esempi.
ESEMPIO N. 1
Ridicolizzare Silvio Berlusconi e la sua banda è una cosa facile anche per un ragazzo delle medie.
Stiamo parlando di un signore che si presentò alla politica con l’elenco di una massa di opere pubbliche, dalle Alpi alle piramidi, presentate su una cartina dell’Italia in una famosa puntata di Porta a Porta.
Per spiegare come si potessero avviare tante opere pubbliche in una volta spiegò che non era necessario disporre subito il finanziamento dell’intera opera. Si poteva finanziare il 10% di ogni opera e prevedere ogni anno successivo un ulteriore 10% in modo da fare procedere in parallelo la realizzazione di tutte le opere previste.
Peccato che poi la crisi economica non gli consentì di finanziare nulla ed i finanziamenti iniziali divennero denari gettati al vento. Se non fosse stato per il successivo Governo Prodi, che trovò i fondi, i veneti potrebbero ancora oggi fare pascolare le pecore nel nuovo passante di Mestre.
La Corte dei Conti, facendo la verifica di quella straordinaria intuizione, parlò di “enorme spreco di denaro pubblico”.
Stiamo parlando di una signore che ha gettato a mare oltre 400 milioni di euro per i lavori all’isola della Maddalena.
Stiamo parlando di un signore che, per rendere un servizio ai suoi alleati leghisti ed evitare a poco più di 2.000 allevatori lombardi e veneti di pagare le multe comunitarie per lo sforamento delle quote latte, ha fatto sì che l’Italia venisse sanzionata negli anni dalla CEE per oltre 4,5 miliardi di euro.
Stiamo parlando di un signore che, approvando uno dei tanti condoni edilizi ideati dal suo fido Ministro del Tesoro Tremonti, ha emanato una legge secondo cui si poteva pagare il condono a rate ma, appena veniva presentata la domanda di condono e si pagava la prima rata, veniva estinto il reato penale. Gli italiani, più furbi di lui, hanno pagato solo la prima rata con il risultato che sono andati in fumo introiti per circa 5 miliardi di euro. Posto che i comuni, cui spetterebbe l’onere, non sono in grado di perseguire questi illeciti amministrativi, possiamo dire addio a questi soldi.
Ci vuole altro per mandare a quel paese questo incapace?
Eppure, quando questo signore si è presentato alla trasmissione di Santoro, abbiamo visto il feroce Travaglio che gli contestava qualche multa per divieto di sosta di vent’anni prima ed il presentatore d’assalto che gli domandava cosa avesse mangiato a pranzo.
Forse le domande non erano proprio queste ma certo nulla di più serio.
A che gioco giochiamo?
E’ evidente che ci nasce il sospetto di avere assistito ad una rappresentazione teatrale dal copione scritto in precedenza. Tu vieni alla mia trasmissione e mi fai fare un botto di ascolti ed io ti faccio fare una bella comparsata davanti a milioni di italiani.
ESEMPIO N. 2
Edward Luttwak, l’economista rumeno naturalizzato americano, ci spiegava l’altra sera le mirabilie del sistema bancario americano e le confrontava con le banche italiane insieme ad alcuni allocchi che facevano la parte di quelli che gli dicevano quanto era bravo.
Raccontava come suo figlio avesse avuto finanziamenti incredibili per avviare la produzione di una chitarra in carbonio progettata da lui.
Non credo sia difficile spiegare a questo signore che le banche americane sono un tipo di azienda che non esiste nel nostro paese in quanto le “Banche” che abbiamo in Italia sono qualcosa di completamente diverso, anche se indicate con lo stesso nome.
Le banche americane sono delle aziende private che possono fare quello che vogliono. Se poi sbagliano e falliscono non gliene importa niente a nessuno. Gli americani hanno lasciato fallire Lehman Brothers ed hanno messo sulla strada tutti i suoi impiegati e gli investitori di mezzo mondo che ne avevano comprato le obbligazioni.
Da noi il sistema bancario è un sistema “amministrato” in cui la Banca d’Italia effettua una vigilanza che entra del dettaglio della gestione corrente delle banche e le sanziona ad ogni infrazione. Il sistema non è a prova di bomba, in specie contro le malversazioni degli amministratori, ma è estremamente cogente in relazione alla gestione corrente.
Se il figlio del signor Luttwak andasse in una banca italiana a chiedere un prestito per produrre la sua chitarra e qualcuno gli prestasse dei soldi, Banca d’Italia farebbe fuori mezza dozzina di dirigenti.
Una banca italiana non può né fallire né amministrare in modo meno che oculato i propri beni. Se presta dei soldi senza solide garanzie Banca d’Italia la chiude, nel senso che decide che il management non è in grado di gestire la banca e ne impone la vendita. Nella realtà vengono contattate alcune banche di sistema cui viene “consigliato” di acquisire quella banca male amministrata.
Questa realtà la conoscono tutti!
Allora a che gioco giochiamo?
Perché dobbiamo passare una serata a guardare dei giornalisti pirla che mettono insieme una rappresentazione teatrale, con quattro comparse che hanno voglia di farsi vedere in televisione, per organizzare il finto scandalo del giorno?